Evandra De Rosa, quando il talento incontra il cuore: l’emozione di premiarla in Campidoglio
Ci sono riconoscimenti che si consegnano e altri che, in qualche modo, si vivono insieme. Premiare Evandra De Rosa in Campidoglio, nella Sala del Carroccio di Palazzo Senatorio, in occasione della seconda edizione del Premio Tracce e Visioni, per me è stato soprattutto questo: un momento di autentica emozione. Perché quando conosci una persona, quando ne osservi il percorso, la passione e la determinazione, dietro un premio non vedi soltanto il risultato raggiunto. Vedi il lavoro che lo ha preceduto, i sacrifici, le idee inseguite con ostinazione, i momenti di difficoltà e quella capacità, preziosa e non scontata, di continuare a credere nella propria visione, ed è questo che vedo in Evandra.
Una donna che ha saputo trasformare il proprio talento in un progetto concreto senza perdere la sensibilità che rende riconoscibile ogni sua creazione. Un Maestro d’Arte e ceramista che lavora la materia, certamente, ma che dentro quella materia riesce a mettere qualcosa di sé.
Consegnarle personalmente il Premio Tracce e Visioni 2026 è stato quindi per me motivo di grande orgoglio. Vederla lì, emozionata, in Campidoglio, ha dato un significato ancora più profondo a un riconoscimento che considero pienamente meritato.
Evandra è ideatrice e fondatrice del marchio registrato “L’Oro di Eva” e nel territorio di San Gabriele ha creato un laboratorio che racconta molto della sua personalità: un luogo nel quale tradizione, ricerca, creatività e desiderio di sperimentare convivono e si alimentano reciprocamente. La sua è un’arte che nasce dalle mani, ma prima ancora nasce da uno sguardo. Uno sguardo capace di immaginare una forma dove ancora non esiste, di vedere una possibilità dentro la materia e di trasformare un’intuizione in qualcosa di reale.
Questa capacità emerge anche dalla sua dimensione imprenditoriale. Porta Bag e Pallina, due sue creazioni originali tutelate da brevetto, testimoniano come il talento artistico possa dialogare con l’innovazione e diventare progetto, ricerca e impresa. Ma c’è un’altra parte del lavoro di Evandra che sento particolarmente vicina ed è quella legata alla spiritualità e all’arte sacra.
Le sue opere hanno raggiunto luoghi importanti: una sua creazione è stata donata personalmente a Papa Francesco in Vaticano, mentre un’altra è custodita nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Roma. Sono traguardi significativi, ma credo che il loro valore più profondo risieda nella capacità dell’arte di portare con sé qualcosa della persona che l’ha creata.
Il Premio Tracce e Visioni, ideato da Alessandro Scarnecchia, direttore di Terza Pagina Magazine, e promosso dall’onorevole Francesca Leoncini, presidente del Gruppo Capitolino Italia Viva, ha riunito in Campidoglio protagonisti provenienti da mondi differenti: arte, cultura, giornalismo, cinema, letteratura, moda, architettura, comunicazione e impegno sociale. In mezzo a tante storie e tante eccellenze, quella di Evandra ha portato con sé il valore di un sapere antico che non ha paura di diventare contemporaneo. E forse è proprio questo che mi ha emozionata maggiormente nel premiarla.
Io non ho costruito il suo percorso: ho avuto il privilegio di accompagnarne un tratto e, in una giornata così importante, di essere accanto a lei. Il merito appartiene a Evandra, alle sue mani, alla sua creatività, alla sua tenacia e a tutto ciò che ha saputo costruire negli anni. A volte accompagnare qualcuno significa semplicemente riconoscerne la luce e contribuire, per quanto possibile, a far sì che venga vista.
Cara Evandra, quel premio che ho avuto l’onore di consegnarti porta il tuo nome, ma soprattutto racconta la tua storia. Continua a creare, a sperimentare e a credere nelle tue intuizioni. Continua a lasciare la tua traccia, con quella sensibilità e quella passione che rendono profondamente tuo ciò che realizzi. Perché l’arte può nascere dalla terra e dalla materia, ma sono le mani, la storia e l’anima di chi la crea a renderla unica. E quel giorno, in Campidoglio, vederti ricevere un riconoscimento così importante è stata anche per me una piccola, grande emozione.
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